venerdì 21 giugno 2013

Sogno: Ragazzi e gatti

L'inizio del sogno mi è annebbiato...
...Uscivo con un tipo di nascosto per fare dispetto a un altro ragazzo di cui probabilmente ero infatuata, nel mentre però ero fidanzata e non dovevo farmi scoprire... esso mi invitò in un locale, prima però passammo da piazza maggiore (Bo) era giorno ma era come se tutto fosse addormentato... mentre ero fuori con questo ragazzo mia mamma mi vede e si arrabbia pensando che ci stessi uscendo tipo appuntamento...
Ero in piazza e tutto era annebbiato dal sole bianchissimo, tutti erano lenti e vi erano pochissime persone... Li incontro il tipo della quale probabilmente ero veramente infatuata, che era amico di quello con la quale ero uscita; quest'ultimo aveva i capelli lunghi e mossi mentre l'altro lunghi e rasati ai lati, entrambi mori. Alla fine mi divido dal primo ragazzo e vado col tipo che mi piaceva, mi dirigo nel  locale dove poco dopo  mi raggiunge il mio ragazzo il quale però mi dice che deve andare via presto, e nello stesso momento dall altra parte del locale vedo un gatto... Dico: "che carino" e il mio fidanzato mi dice: "in questo posto c'è ne sono due" (avevamo una mappa dove si vedevano le persone tipo quelle dei giochi infatti il sogno era iniziato che stavamo patecipando a un qualche gioco in un approssimativo periodo natalizio) poi trovo l altro gatto, era mezzo morto così corro subito fuori per cercare un veterinario, pioveva e dopo tante corse passai da un parco con vicino un veterinario, su un gioco con annesso di scivolo vedo del sangue e mi viene un Flash Back... C era una bambina grassa con gli occhi a mandorla triste che dondolava sul altalena e vicino a lei dei bulli che picchiavano un bambino... Poi venne il turno della bimba, e sotto di lei ecco che apparve il gatto randagio che voleva difenderla... Ma alla fine se le presero tutte e due e nello scappare il gattino finì sotto una macchina... il flash back finì e  andai dalla veterinaria, la quale mi disse che era troppo tardi e intanto una cliente affiancò mormorava che il suo cane era morto e ne voleva in altro arancione.

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